Come si svolge una seduta?

La persona è comodamente distesa su una poltrona ed ascolta una musica melodica in cuffia. Alcuni sensori applicati sulla teca cranica e sulle orecchie, registrano  l’attività elettrica corticale attraverso la rilevazione di variazioni di potenziale su entrambi gli emisferi contemporaneamente. Occorre precisare che i sensori non inviano nessun segnale elettrico al cervello, ma hanno semplicemente il ruolo di ricettori. Essi sono poi collegati ad un lettore in fibra ottica che trasforma il segnale analogico del cervello in segnale digitale. I dati vengono subito inviati al computer, che li analizza con una frequenza di 256 volte al secondo.

Tali variazioni sono un segnale che l’attività elettrica del cervello sta per effettuare un improvviso cambio di direzione  (Shift) e il cervello deve decidere all’istante se tale spostamento sia più o meno funzionale. Il training con Neuroptimal® consente al cervello di dare immediatamente tale risposta, attraverso la funzione di rispecchiamento. Il software è stato infatti realizzato sulla base di lavori scientifici molto avanzati e si serve di algoritmi e trasformate matematiche (JTFA– Joint Time Frequency Analysis: un complesso tipo di calcolo analitico utilizzato in vari ambiti scientifici e su sistemi matematici non lineari), per effettuare l’analisi incrociata di tutte le dimensioni dell’attività elettrica corticale. Solo per convenzione infatti le onde cerebrali vengono rappresentate in modo bidimensionale, ma in realtà non lo sono affatto! Ogni banda di frequenza delle diverse onde cerebrali comprende intervalli dinamici di variabilità, che possono però risultare non armonici rispetto alla valutazione del Pacchetto Tempo-Frequenza (TFE) specifico di quel cervello.

Nel millisecondo che segue la rilevazione di tali fluttuazioni, il software genera una breve interruzione del flusso musicale e il cervello, molto sensibile alla coerenza della melodia, la percepisce come un segnale che disattende le sue aspettative. Tale segnale diventa quindi un feedback negativo in tempo reale che attiva il processo di retroazione auto-regolativa:  nell’esatto momento in cui il cervello si sta modificando valuta se ciò è funzionale in base agli effetti delle sue stesse modifiche. È inoltre importante sottolineare che tale processo non determina nel cervello reazioni di allerta o pericolo ma al contrario lo induce a produrre la risposta di rilassamento, a cui segue una profonda percezione di stabilità e di un nuovo modo di gestire la quotidianità, più efficace e sereno.

La persona percepirà soltanto una serie di brevissime interruzioni sonore, un pò come se ascoltasse un vecchio disco che gracchia, che col progredire delle sedute saranno percepite sempre meno a livello conscio.

In pratica accade come se in una grande orchestra sinfonica si verificasse un’improvvisa perdita di armonia e il direttore riuscisse all’istante a riconoscerla ripristinando la sintonia strumentale.

Il training con Neuroptimal® dura circa 33 minuti, ma la durata effettiva della seduta, nella nostra prassi, è di circa un’ora: c’è il tempo per l’accoglienza, per il supporto  e per un ascolto profondo e consapevole dei cambiamenti percepiti.  Durante il training  non viene chiesto nessuno sforzo mentale né di concentrazione, basterà lasciarsi andare alla musica godendo del momento di relax. Può accadere di addormentarsi e questo non è un problema né un intoppo al lavoro che il cervello effettua.

Con il procedere del training le molteplici e progressive micro riorganizzazioni cerebrali favoriranno un miglior funzionamento del sistema nervoso, con conseguente miglioramento dello stato di benessere ed energia percepiti.  Potranno altresì verificarsi numerosi e talvolta inattesi benefici, come effetto del processo in corso, che attiva un circolo virtuoso.

Un concetto essenziale nel Neurofeedback: l’Attrattore

Gli eccessi di variabilità nelle frequenza cerebrali sono ricollegabili alla presenza di “attrattori”. Un attrattore costituisce una sorta di mulinello energetico che canalizza in modo disfunzionale l’energia cerebrale, consumandola invano e rendendola non disponibile per un funzionamento efficace del cervello. Più attrattori ci sono e più il cervello è affaticato e perde di elasticità. A livello neurofisiologico gli attrattori sono costituiti da squilibri tra neuroni eccitatori e inibitori, localizzati in specifiche frequenze cerebrali, che il Neurofeedback rileva sotto forma di “picchi” situati in corrispondenza delle suddette frequenze.

L’attrattore si forma in seguito ad esperienze di vita che hanno valenza traumatica di origine emozionale, fisica, genetica o conseguente a malattia, e ciò che lo mantiene attivo sono le abitudini, i comportamenti e gli schemi mentali A causa degli attrattori la realtà percepita si modifica e con essa anche i nostri comportamenti: tali modificazioni sono rappresentate ed inscritte fisicamente all’interno dei circuiti neuronali, plasmati costantemente dall’esperienza. Il Neurofeedback contribuisce al riassorbimento degli attrattori che, col progredire delle sedute, perdono il loro potere di canalizzazione energetica, lasciando solo il ricordo dei traumi fisici o psicologici che li hanno causati, ma senza le loro conseguenze negativeL’energia è disponibile per essere di nuovo utilizzata efficacemente e non più dispersa.

Vedi anche:

In quali casi è utile il neurofeedback

Storia e ricerca

Testimonianze