Trattandosi di un training cerebrale e non di un dispositivo medico e diagnostico  è importante non definire connessioni  lineari di causalità con la sintomatologia. Tuttavia usando Neuroptimal® avverranno inevitabilmente cambiamenti fisici, mentali ed emotivi. Tramite il supporto del training al naturale processo auto-regolativo del sistema nervoso centrale, è possibile sperimentare un funzionamento di sé più stabile, flessibile, neuro plastico e resiliente. In un’ottica integrata in cui la sintomatologia psico-fisica si correla allo stato generale di benessere o malessere della persona, accade che l’armonizzazione del cervello comporti spesso conseguenze inattese ma potenti sul piano sintomatologico, in senso migliorativo se non talvolta  risolutivo.

In base all’esperienza pluriennale di Neuroptimal® e ad una casistica consistente  a livello mondiale si evidenziano numerosi  “effetti collaterali positivi” intesi come significativi miglioramenti nei più svariati ambiti sintomatologici.

Se ne elencano alcuni solo a titolo indicativo e non esaustivo delle potenzialità di ricadute positive :

  • stress ansia attacchi di panico
  • insonnia, emicrania, acufeni
  • problemi di stomaco ed intestino, colon irritabile..
  • fibromialgia e malattie reumatiche e autoimmuni

Risulta tuttavia prioritario evidenziare una serie di cambiamenti relativi alla persona ed al suo equilibrio psicofisico, che costituiscono una sorta di denominatore comune al training con neurofeedback:

  • migliora la qualità del sonno, con riduzione o scomparsa dei risvegli notturni e/o maggior facilità all’addormentamento, anche nella notte. I sogni sono spesso più positivi e può accadere di ricordarli con maggior chiarezza.
  • La percezione di qualsiasi tipo di sintomo fisico o psichico cambia: il sistema nervoso centrale percepirà un dolore, un’emozione negativa, un disturbo con meno intensità, durata e frequenza. Nei soggetti che fanno uso di farmaci o psicofarmaci di conseguenza si riscontra una netta riduzione della dipendenza farmacologica
  • Migliora la consapevolezza del corpo e la coordinazione psicomotoria, importanti nella connessione con se stessi in primis, e nello specifico nell’ambito delle discipline sportive: in tal senso il training viene consigliato agli sportivi e praticato da professionisti a livello agonistico per il miglioramento delle proprie performances e nella ricerca delle peak-performances (massimizzare le prestazioni)
  • Migliora il funzionamento cognitivo e la qualità dell’attenzione. Di conseguenza le malattie neurodegenerative quali l’Alzheimer, il Parkinson e la demenza senile trovano giovamento nel rallentamento del decorso e nella stabilizzazione dell’umore. Allo stesso tempo anche in campo neurocognitivo diversi studi ne attestano l’utilità nelle terapie rivolte ai deficit di attenzione negli adolescenti e negli adulti, con e senza iperattività, e quindi nel trattamento dei DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento).
  • Si riducono irritabilità e impulsività, si gestisce meglio la rabbia e gli sbalzi di umore.
  • Migliora il tono dell’umore: Il training si rivela inoltre molto efficace anche come supporto in stati depressivie/o come appoggio alla terapia farmacologica 
  • Migliora la percezione di energia vitale e si riduce lo stress. La gestione della vita quotidiana diviene più agile.
  • La sensazione di offuscamento, di confusione, di “ruminazione” mentale lascia il posto a un pensiero più chiaro e più calmo, con migliore capacità di scegliere e valutare. La mente si fa chiarezza.
  • Migliora la capacità di reagire al presente riducendo il condizionamento di passati schemi di pensiero, e quindi ritrovando una migliore elasticità e libertà di azione.
  • I pensieri ossessivi e le preoccupazioni diminuiscono, divengono meno insistenti o migliora la capacità di riconoscerli e lasciarli andare. Situazioni che generavano paura o panico vengono affrontate in modo più lucido e razionale.
  • Memoria: ci si percepisce spesso più reattivi nel ricordare, possono migliorare ricchezza e precisione lessicale,  gli eventi vengono fissati in memoria con migliore accuratezza.
  • Maggiore consapevolezza di sè : “cosa posso fare, cosa non posso fare, dove sono i miei limiti” e maggiore fiducia in sè stessi.
  • Maggiore alfabetizzazione emotiva ed aumento dell’intelligenza emotiva e dalla capacità assertiva
  • Aumenta la creatività… risultando un valido supporto anche per artisti e intellettuali che desiderano rinforzare la dimensione di creatività e intuizione…

Gravidanza e Post-Partum : proprio per la sua caratteristica di non produrre effetti collaterali, il training diviene valido supporto. In questa delicata fase della vita è infatti importante per la futura madre sperimentare una sensazione di equilibrio ed energia in tutta sicurezza. Il lavoro con Neurofeedback Dinamico inoltre si pone come occasione unica per favorire la sintonizzazione con il nascituro tramite la sincronizzazione delle rispettive onde cerebrali che, come dimostrano numerosi studi neuroscientifici, è già in atto durante la gestazione.

Per gli stessi motivi anche nella delicatissima fase del post partum il training con neurofeedback può essere una valida risorsa per la stabilità emotiva e l’energia fisica e mentale della neo mamma, anche in fase di allattamento.

Età evolutiva: I bambini hanno un cervello ancora più duttile su cui il training ha effetti veloci e  duraturi..

  • Miglioramento del ritmo sonno/veglia
  • Riduzione dell’impulsività con aumento della capacità riflessiva
  • Miglioramento della concentrazione e dalla capacità di ascolto, con buone ricadute nella prestazione scolastica e nella velocità di esecuzione dei compiti
  • Rilassamento psicomotorio e miglioramento della coordinazione e gestione dello spazio
  • Migliore capacità di gestire le emozioni in rapporto all’età

 

Infine….

possono accadere curiose e utili “conseguenze indirette” frequentemente riferite  pur se non attese:

  • Le percezioni sensoriali diventano più chiare: può accadere di percepire con più intensità colori odori sapori.. come se si fosse più “dentro” alla vita
  • Può accadere che le dipendenze di vario genere si modulino nella direzione di una riduzione dell’impulso, se non di un vero e proprio rifiuto. Anche se non c’è ancora una chiara motivazione a smettere la riappropriazione della connessione profonda col proprio sentire può attivare una gestione più consapevole della dipendenza interrompendo automatismi. Alcuni iniziano a fumare di meno, non ne hanno più voglia, così come a ridurre il cibarsi compulsivo..
  • Ci si scopre più efficienti al lavoro e si gestisce meglio lo stress, i problemi irrisolvibili “scivolano “ meglio e attivano minor opposizione e tensione nervosa..
  • Rapporti: si percepisce con forza la voglia di cambiamento nella direzione di rapporti più autentici e di scelte assertive.

 

Vedi anche:

La seduta di Neurofeedback dinamico

Storia, Ricerca e altro ancora…

Testimonianze